Il concerto ha riscoperto maestri dimenticati

Il concerto ha riscoperto maestri dimenticati

Un viaggio nella grande musica veneziana, per scoprire grandi maestri e riscoprire alcuni autori (immeritatamente) dimenticati. E’ stato ricco di sorprese il terzo appuntamento degli Incontri musicali di luglio alla chiesetta di San Vigilio a Col San Martino. Le armonie dei brani del Settecento veneziano, secolo in cui la città di San Marco era la vera capitale europea della musica, hanno trovato un connubio perfetto con l’acustica dell’antico edificio romanico e con la pacificante atmosfera dei vigneti del Prosecco, ammaliando il numeroso pubblico presente. Il concerto, promosso dal Comune di Farra di Soligo e dall’associazione culturale Veneto Uno, con il patrocinio di Regione e Provincia, nell’ambito della rassegna Prosecco Classic Festival, ha avuto come protagonista l’ensemble “Dulcis in fundo”. Il gruppo è costituito da giovani professionisti: Olga Bernardi e Fabiano Martignago (flauti dolci), Stefano Sopranzi (fagotto) e Luca Poppi (clavicembalo) e specializzato nel repertorio barocco. Anche gli strumenti utilizzati sono originali del periodo (come il fagotto realizzato a Strasburgo e suonato da Stefano Sopranzi) o copie di originali convervati in vari musei, per far sì che la musica sia ancora più esaltata venendo eseguita con gli strumenti per i quali era stata composta.

L'ensemble Dulcis in fundo

L’ensemble Dulcis in fundo

L’ensemble ha eseguito una programma che, accanto ad autori tuttora molto considerati da pubblico e critica, come Albinoni e Vivaldi, ha riproposto brani di compositori che col tempo sono stati completamente dimenticati. Ad esempio, Anna Bon, che all’epoca ebbe il prestigioso incarico di virtuosa di musica da camera alla corte di Federico il Grande a Potsdam. O Diogenio Bigaglia che, oltre alle sonate per flauto dolce e basso continuo, compose messe, oratori, salmi, mottetti, cantate sacre e profane e altre opere strumentali. O ancora Ferdinando Gasparo Bertoni, dal 1752 primo organista della Basilica di San Marco e successivamente maestro del coro e insegnante di musica all’Ospedale dei Mendicanti. Il tutto seguendo l’idea di stimolare una riflessione su “Fama” e “Valore Artistico”.  Perchè, hanno spiegato i musicisti, Venezia non sarebbe tale se, oltre a Piazza San Marco, fosse priva dei numerosi, caratteristici, nascosti, piccoli “campielli”.